MONDO – In Sud Sudan il conflitto si combatte ormai anche attraverso il controllo sistematico degli aiuti vitali. Secondo la drammatica denuncia di Medici Senza Frontiere Svizzera, il governo e le fazioni armate usano cibo, corridoi umanitari e cure mediche come strumenti di pressione militare e politica. Ospedali e operatori sanitari sono così trasformati in bersagli, lasciando intere comunità isolate e senza assistenza.
Scontro politico e collasso sanitario nel Paese
La crisi è precipitata a causa della riaccensione dello scontro tra il presidente Salva Kiir e il leader dell’opposizione Riek Machar. Questo stallo politico ha devastato la rete sanitaria: tra il 2025 e il 2026 due ospedali sono stati bombardati, privando 762 mila persone di assistenza. La gravità della situazione è monitorata con attenzione anche dal Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, che segue l’evoluzione della sicurezza nella regione.
Risorse contese e il fallimento delle istituzioni
Dall’indipendenza del 2011, il Sud Sudan soffre per la fragilità delle sue istituzioni e per la gestione del petrolio, principale risorsa economica e oggetto di violente dispute tra le élite locali. Come documentato nei reportage di approfondimento di RTS Info, la frammentazione della guerra civile rischia ora di trasformare le organizzazioni internazionali in strumenti indiretti delle fazioni, allontanando ogni prospettiva di pace stabile.

















