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Economia: c’è lo stop all’accordo sul grano tra Russia e Ucraina

GINEVRA – Stop all’accordo sul grano tra Russia e Ucraina.

di GIACOMO CALEF – NS PARTNERS

STOP ALL’ACCORDO SUL GRANO TRA RUSSIA E UCRAINA

La Russia ha deciso di ritirarsi dall’accordo sul grano con l’Ucraina, mediato a luglio 2022 dalle Nazioni Unite, per permettere agli esportatori ucraini di commerciare attraverso il Mar Nero. A seguito dell’annuncio, i prezzi dei future sul grano sono aumentati del 12% e quelli sul mais del 9%, date le aspettative di un calo dell’offerta. La Russia ha poi bombardato alcune città distruggendo decine di migliaia di tonnellate di grano. Con l’inizio della guerra in Ucraina, i rialzi dei prezzi di alimenti ed energia hanno creato pressioni inflazionistiche. Ad ogni modo, dalla fine del 2022, grazie all’accordo, alla crescita della produzione russa di grano e di semi oleosi e alle esportazioni dell’Australia e del Brasile, i prezzi del grano e del mais sono diminuiti. Nelle ultime settimane, iniziavano a riassestarsi ai livelli dell’anteguerra, con ulteriori cali previsti dato l’avvio della stagione di raccolta. Secondo gli esperti, l’obiettivo della Russia è primariamente di causare un aumento dei prezzi delle materie prime.

IL GRANO E IL MAIS

Il grano e il mais vengono utilizzati per la produzione di molti alimenti, e dunque causeranno rialzi dei prezzi di questi ultimi. Ciò sarà particolarmente nocivo per i Paesi emergenti, che dispongono di uno scarso potere d’acquisto. Prima dell’accordo, infatti, la guerra aveva causato una crisi alimentare nelle regioni meno affluenti. Inoltre, l’Ucraina era il principale fornitore di grano del World Food Program, un’organizzazione benefica dell’ONU che acquista alimenti per gli aiuti umanitari. L’impossibilità dell’Ucraina di esportare liberamente le materie prime arriva subito dopo la crisi umanitaria ed alimentare peggiore degli ultimi 70 anni, verificatasi a giugno. Infine, le minacce russe contro le navi che commerciano con l’Ucraina causeranno rialzi dei loro premi assicurativi e potrebbero indurre molte aziende a interrompere i loro rapporti commerciali con il Paese. Questo eliminerebbe uno dei maggiori produttori concorrenti della Russia, rendendola maggiormente in grado di influenzare i prezzi del grano. Nel breve termine la decisione russa non avrà effetti particolarmente inflazionistici.

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