FOCUS – I biocarburanti e gli e-fuel rappresentano i pilastri della transizione ecologica per i motori a combustione interna. Queste soluzioni consentono di abbattere drasticamente l’impronta di carbonio sfruttando le infrastrutture di rifornimento e i veicoli già esistenti. Come evidenziato nelle analisi sull’approvvigionamento energetico dell’Ufficio federale dell’energia UFE, la compatibilità immediata con il parco circolante rende questi vettori energetici una risorsa chiave per la decarbonizzazione del trasporto pesante, dell’aviazione e delle auto termiche tradizionali.
La differenza tra biofuel e carburanti sintetici
I biocarburanti si ottengono da biomasse, scarti agricoli e rifiuti organici, riducendo i gas serra fino all’80%. Gli e-fuel (o carburanti sintetici), invece, nascono da un processo di sintesi chimica che unisce idrogeno verde e anidride carbonica catturata dall’atmosfera. Gli studi avanzati condotti dai laboratori dell’Empa e del Paul Scherrer Institut PSI confermano che gli e-fuel sono chimicamente equivalenti a benzina e diesel, garantendo un ciclo a zero emissioni nette senza richiedere alcuna modifica meccanica ai motori attuali.
Sfide future, costi e scalabilità industriale
Il vantaggio principale risiede nel preservare l’intera rete distributiva esistente, evitando la rottamazione precoce dei veicoli. Tuttavia, i nodi da sciogliere riguardano gli elevati costi di produzione (stimati tra i 3 e i 10 euro al litro) e l’ingente dispendio di acqua ed energia pulita. Per comprendere l’evoluzione dei sistemi energetici integrati, la ricerca del Politecnico Federale di Losanna EPFL sottolinea che la diffusione su vasta scala dipenderà esclusivamente dai futuri investimenti globali mirati all’abbassamento dei costi di sintesi.

















