FOCUS – Fondata nel 2002 da Elon Musk, SpaceX nasce da un sogno ambizioso: portare la vita su Marte con il progetto Mars Oasis. Nel 2001 l’imprenditore cercò di acquistare dei vettori ICBM russi a Mosca, accompagnato da esperti del settore. Le trattative con le aziende locali fallirono a causa dei prezzi proibitivi, spingendo Musk a cambiare strategia. Durante il volo di ritorno comprese che l’unica via sostenibile per il commercio spaziale era costruire i propri razzi autonomamente.
La rivoluzione dei costi e l’approccio modulare di SpaceX
Analizzando i costi, Musk realizzò che le materie prime incidevano solo per il 3% sul prezzo finale di un razzo. Per abbattere le spese del 90%, SpaceX ha puntato sull’integrazione verticale e su un approccio modulare. Oggi, istituti di ricerca globali e centri d’eccellenza, come quelli monitorati dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione SEFRI, analizzano questi modelli di business legati alle nuove tecnologie industriali e all’efficienza produttiva.
Integrazione verticale e autonomia tecnologica
Producendo internamente l’85% del sistema Falcon/Dragon, l’azienda ha superato l’assenza di componenti sul mercato, sviluppando persino macchinari proprietari per saldare leghe speciali in alluminio-litio. Questo approccio pionieristico ha ridefinito gli standard dell’aerospazio, attirando l’attenzione di investitori e hub finanziari strategici, inclusi i primari operatori della Piazza finanziaria svizzera, da sempre attenti ai finanziamenti e alla sostenibilità economica delle tecnologie del futuro.

















