MALTA – Dazi e volatilità: una gestione tattica. A cura di Gamma Capital Markets. Una data chiave del 2025 è stata sicuramente il 2 aprile, ribattezzato da Donald Trump “Liberation Day”, che ha segnato l’avvio del nuovo regime tariffario statunitense. La reazione dei mercati è stata immediata e particolarmente violenta, con gli indici azionari principali che hanno perso fino al 20%. Tuttavia, lo shock finanziario iniziale ha rappresentato soltanto il primo segnale di un processo di aggiustamento economico più ampio e strutturale, destinato a protrarsi nel tempo e tutt’altro che concluso. In questo contesto, una delle operazioni più rilevanti è stata la gestione tattica di una delle nostre strategie di punta, “Best Brands Long Only”, che per mandato prevede un’esposizione azionaria pari al 100%. Alla luce dell’eccezionalità dello scenario, il Comitato Investimenti di Gamma Capital Markets ha deliberato una deroga straordinaria, consentendo di intervenire con tempestività e flessibilità. L’esposizione azionaria della strategia è stata così ridotta in modo progressivo dal 100% al 40%, fino a raggiungere il minimo nei giorni immediatamente successivi al Liberation Day, nel pieno della fase più acuta del sell-off globale.
Dazi e volatilità: una gestione tattica
Il 7 aprile, in concomitanza con il raggiungimento dei minimi di mercato, siamo intervenuti con decisione, rialzando l’esposizione azionaria dal 40% al 70% nell’arco di poche ore, cogliendo appieno il successivo rimbalzo. Questa scelta ha consentito non solo di ridurre significativamente la volatilità complessiva della strategia, ma anche di limitare il drawdown massimo al -8,28%, a fronte di un -18,52% dell’S&P 500 (EUR), permettendo al contempo di recuperare gran parte delle perdite subite. Ad oggi gli effetti dei dazi sui prezzi al consumo restano parzialmente nascosti: l’aumento delle tariffe non si è ancora tradotto in rincari proporzionali perché imprese e distributori stanno assorbendo i costi grazie a scorte pre-dazi, spedizioni anticipate, esenzioni mirate, cambi di fornitori e compressione dei margini. Anche il dollaro più debole ha attenuato temporaneamente l’impatto. Ma questa fase è transitoria, dato che le tariffe effettive sono salite rapidamente da ~2% a ~17%. Con l’esaurirsi delle misure straordinarie, diventerà sempre più difficile evitare il trasferimento dei costi sui consumatori finali. Nel frattempo, l’elevata incertezza politica e giuridica ha alimentato una marcata volatilità dei mercati. Il Financial Times ha coniato l’espressione TACO trade (Trump Always Chickens Out) per descrivere il copione ricorrente di annunci tariffari aggressivi seguiti da sospensioni, rinvii o accordi preliminari. Questa dinamica ha spesso contenuto le reazioni di medio-lungo periodo, rafforzando l’idea che i dazi fossero prevalentemente uno strumento negoziale. Tuttavia, il progressivo moltiplicarsi di dazi settoriali e di accordi “quadro” poco vincolanti ha chiarito che il nuovo regime tariffario è destinato a durare, riducendo l’efficacia del TACO trade come strategia di mercato.












