EUROPA – LāEuropa si trova oggi di fronte a una sfida titanica: conciliare la costruzione di una difesa comune con la cronica dipendenza energetica del continente. Secondo un recente studio del Parlamento Europeo, la sicurezza dellāUE ĆØ strettamente legata alla capacitĆ di gestire consumi elettrici in drastica crescita. Attualmente, l’elettricitĆ rappresenta solo il 17% del fabbisogno del settore, ma i sistemi di sicurezza di nuova generazione e la produzione industriale moderna ne richiedono quantitĆ sempre maggiori. Questa transizione rischia di innescare nuovi aumenti nelle bollette dei cittadini e di creare pericolose interdipendenze geopolitiche. Sebbene il libro bianco della Commissione punti all’autonomia, il settore resta vulnerabile alle pressioni esterne e alle possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento, rendendo il cammino verso la prontezza militare estremamente complesso e oneroso.
Difesa europea e sfide energetiche
Il percorso verso una difesa sostenibile e tecnologicamente avanzata si scontra inoltre con forti attriti diplomatici e strategici. Lāagenda “clean-tech” dellāUnione Europea appare spesso incompatibile con i modelli della NATO e degli Stati Uniti, che continuano a fare massiccio affidamento sul petrolio per le operazioni sul campo. Per colmare questo gap tecnologico servirebbero risorse e materie prime su cui la Cina detiene attualmente un vantaggio competitivo quasi inattaccabile. Gli esperti sottolineano come la sicurezza energetica sia ormai il cuore dell’autonomia strategica: senza una strategia integrata che armonizzi la transizione ecologica con le necessitĆ belliche, lāEuropa rischia di rimanere schiacciata tra la necessitĆ di armarsi e l’impossibilitĆ di alimentare le proprie infrastrutture in modo indipendente e sostenibile.












