EUROPA – Il fenomeno è sempre più visibile: i cieli europei si tingono di giallo con una frequenza preoccupante. Le polveri sottili provenienti dai deserti del Nord Africa stanno raggiungendo il Vecchio Continente in quantità massicce. A confermare l’allarme è uno studio esaustivo condotto sotto la direzione dell’Istituto Paul Scherrer PSI e pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature. La ricerca evidenzia come la polvere desertica non sia più un evento isolato, ma un trend strutturale in netta crescita.
I rischi per la salute e il blackout del fotovoltaico a causa del Sahara
L’aumento di queste minuscole particelle sospese nell’aria comporta severe conseguenze per la salute umana, aggravando le patologie respiratorie e cardiovascolari della popolazione. Ma l’impatto non si ferma qui: l’oscuramento atmosferico e il deposito di pulviscolo sui pannelli stanno mettendo a dura prova la produzione di energia solare, riducendone drasticamente l’efficienza proprio nel momento di massima transizione energetica. Per monitorare la qualità dell’aria in tempo reale, le autorità svizzere si affidano ai dati scientifici di MeteoSvizzera.
Il ruolo del cambiamento climatico nel futuro
Le prospettive per i prossimi anni destano forte preoccupazione nella comunità scientifica. Secondo gli esperti del PSI, questo inquinamento atmosferico transfrontaliero potrebbe acuirsi ulteriormente a causa del cambiamento climatico, che altera le correnti dei venti e desertifica nuove aree. Per comprendere l’impatto a lungo termine di queste mutazioni globali sull’ecosistema alpino e continentale, è possibile consultare i report approfonditi della Piattaforma svizzera della scienza dei dati (SDSC).
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