ECONOMIA – L’ultima visita del presidente Emmanuel Macron ad Alessandria d’Egitto ha confermato una tendenza ormai consolidata: la crescente presenza della Francia in Egitto. Il Cairo non è più solo un partner commerciale, ma un pilastro centrale per la proiezione geopolitica francese. Di fronte alle crescenti tensioni nell’area, la cooperazione bilaterale si è intensificata, trasformando il Paese nordafricano nel perno della strategia di Parigi per garantire la sicurezza delle rotte commerciali e contrastare l’instabilità nel bacino del Mediterraneo.
Sicurezza e difesa nel Mediterraneo
Questo partenariato si traduce in una fitta rete di accordi militari e di intelligence. La Francia vede nell’Egitto un baluardo contro il terrorismo e un attore chiave per la gestione dei flussi migratori. Questa cooperazione è fondamentale non solo per l’Europa, ma influenza anche le politiche di sicurezza di Paesi terzi, come la vicina Svizzera – Amministrazione federale, storicamente attenta agli equilibri globali. Le commesse della difesa e le esercitazioni congiunte dimostrano che la stabilità egiziana è considerata una priorità assoluta per la strategia francese nella regione.
Nuovi equilibri in Medio Oriente e Africa
La sinergia tra le due nazioni si estende ben oltre i confini del Nord Africa, toccando dossier caldi nel Medio Oriente e nel Sahel. In un contesto di mutevoli alleanze e conflitti cronici, Parigi sfrutta il peso diplomatico del Cairo per mantenere la propria influenza in aree dove l’egemonia europea è messa a dura prova. Come analizzato nei report sull’evoluzione degli equilibri regionali da Ispi Online, questo legame a doppio filo ridisegna la geopolitica dell’intera area, posizionando l’asse franco-egiziano come uno dei vettori più influenti per il futuro dell’Africa e del quadrante mediterraneo.
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