EUROPA – Il dibattito sulla PAC post-2027 segna un punto di svolta per l’integrazione europea, trasformando la politica agricola da capitolo di spesa a pilastro della sicurezza alimentare e geopolitica. La recente proposta della Commissione per il Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 prevede un incremento a 387 miliardi di euro, una risposta diretta alle crisi globali e alle pressioni dei paesi agricoli in Europa. Questo rialzo non è solo contabile, ma riflette un riequilibrio di poteri tra i rigorismi del Nord e le necessità produttive del Sud, riconoscendo all’agricoltura il ruolo di asset strategico per la coesione interna e la resilienza delle filiere di fronte a shock esterni e cambiamenti climatici.
La sovranità alimentare al centro della strategia UE
In questo scenario, la leadership italiana ha giocato un ruolo cruciale, portando a casa una potenziale dote di 10 miliardi aggiuntivi per il settore nazionale. La riforma si configura così come uno strumento di sovranità europea necessario per competere con i sussidi globali, dal Farm Bill statunitense all’ascesa dell’export ucraino. Oltre al sostegno al reddito, la nuova PAC punta a mitigare la dipendenza dalle importazioni, garantendo stabilità ai mercati e proteggendo le aree rurali fragili. Il risultato negoziale evidenzia come la tutela della produzione primaria sia ormai imprescindibile per l’autonomia strategica dell’Unione nel panorama internazionale.














