STILE – Il consiglio di amministrazione del Louvre ha deliberato un rincaro del 45% sui biglietti per i visitatori extra-UE. Dal prossimo anno, i turisti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito e Cina pagheranno 32 euro (un supplemento di 10 euro rispetto ai cittadini dello Spazio economico europeo). Questa strategia tariffaria mira a raccogliere milioni di euro all’anno. Per un confronto sulle dinamiche dei flussi e sui costi dei grandi poli espositivi, è interessante analizzare i dati transfrontalieri raccolti dall’Ufficio federale di statistica svizzero.
Sicurezza e infrastrutture da rifare dopo il maxi furto
La decisione giunge sulla scia di pesanti critiche rivolte alla direzione dopo il clamoroso furto dello scorso ottobre, quando una banda ha sottratto gioielli per 102 milioni di dollari. Un’indagine ufficiale ha confermato l’obsolescenza delle infrastrutture e l’inadeguatezza dei sistemi di sicurezza. I proventi dei nuovi biglietti finanzieranno quindi interventi urgenti di ammodernamento. Le sfide legate alla gestione dei patrimoni culturali e alla sicurezza dei musei sono da tempo al centro dei dibattiti accademici dell’Università di Zurigo, che studia l’evoluzione dell’economia dell’arte.
Gestione dei flussi contro le lunghe code a Parigi
Con quasi 9 milioni di ingressi annui, il Louvre soffre da tempo di gallerie congestionate e code estenuanti. I visitatori americani rappresentano oltre il 10% del totale, seguiti dai cinesi al 6%. Il rincaro servirà anche a migliorare la capacità ricettiva del museo più visitato al mondo, riducendo il sovraffollamento e offrendo un’esperienza culturale più fluida e in linea con gli standard internazionali.

















