STILE – L’Agenzia Spaziale Europea ha messo nel mirino Encelado, la affascinante luna ghiacciata di Saturno. Nell’ambito del programma scientifico a lungo termine Voyage 2050, gli scienziati stanno delineando i dettagli di una missione ambiziosa che prevede l’invio di un orbiter e di un lander entro il 2042. L’obiettivo principale è studiare da vicino i geyser che eruttano dal polo sud del satellite, i quali espellono nello spazio frammenti del vasto oceano d’acqua liquida nascosto sotto la crosta. Questo ambiente estremo rappresenta una delle mete più promettenti per l’astrobiologia planetaria.
Caccia alle biofirme tra i geyser extraterrestri
La sfida tecnologica è titanica: la sonda dovrà resistere a temperature polari e a intense piogge di neve criovulcanica. La strumentazione di ultima generazione, ispirata ai successi della storica missione Cassini, avrà il compito di campionare i materiali espulsi per individuare possibili biofirme, ovvero le tracce chimiche della vita. I ricercatori svizzeri e internazionali, collaborano attivamente allo sviluppo di sensori capaci di operare in condizioni così proibitive, dove la chimica prebiotica potrebbe aver già dato origine a microrganismi alieni.
La tecnologia svizzera per la vita nello spazio
Il contributo scientifico elvetico si rivela fondamentale per il successo di Voyage 2050. I laboratori e gli istituti accademici legati allo sono in prima linea nella progettazione di spettrometri di massa ad altissima precisione. Questi strumenti saranno in grado di analizzare la composizione degli amminoacidi e delle molecole organiche complesse presenti nei gas dei geyser. Arrivare su Encelado nei primi anni 2050 permetterà di sfruttare un’illuminazione solare ottimale, aprendo le porte a una scoperta epocale che potrebbe confermare la presenza di vita extraterrestre nel nostro sistema solare.

















