STILE – AI: un numero impressionante di articoli biomedici contiene citazioni inesistenti create dall’Intelligenza Artificiale. Il fenomeno è in crescita esponenziale e sono stati individuati migliaia di paper con fonti inventate. Nel 2023 il rapporto era di un articolo contraffatto su 2.828, ma nei primi mesi del 2026 la probabilità è drammaticamente salita a uno su 277. Questa deriva mette a rischio l’integrità della ricerca scientifica, poiché tali pubblicazioni possono influenzare terapie mediche e decisioni politiche cruciali.
Perché l’AI inventa le fonti biomediche
Il problema nasce spesso dalla fretta dei ricercatori nel voler velocizzare il proprio lavoro. Affidandosi ai software di IA per trovare riferimenti bibliografici, si cade nella trappola delle “allucinazioni” dei sistemi. Come già evidenziato in un’analisi presente su arXiv, l’algoritmo tende a “confabulare”, mescolando autori reali a titoli fittizi o generando codici DOI inesistenti ma verosimili. Questo processo di disinformazione involontaria mina alla base il principio della revisione paritaria e la fiducia nel progresso accademico.
Tolleranza zero dai database svizzeri e globali
La reazione della comunità internazionale non si è fatta attendere per salvaguardare l’integrità dei dati. Le principali piattaforme di archiviazione scientifica, consultate regolarmente anche dagli istituti di cura e università in Svizzera, hanno annunciato controlli severissimi. ArXiv, ad esempio, ha già dichiarato il bando ufficiale per gli autori che invieranno lavori contenenti citazioni generate dall’IA. L’obiettivo è bloccare una pericolosa diluzione del corpus scientifico globale prima che comprometta la salute pubblica.

















