ECONOMIA – Nell’attuale scenario di economia e mercati, la gestione di sicurezza, approvvigionamento di energia e sviluppo di tecnologia racconta un’unica verità: ridurre le dipendenze geopolitiche costa. Diversificare le catene di approvvigionamento e costruire capacità comuni richiede investimenti enormi. Tuttavia, la storia recente dimostra che il prezzo del non agire è decisamente superiore e, soprattutto, meno controllabile, poiché viene imposto da attori esterni. Non esistono opzioni gratuite in questo scacchiere globale.
Il bivio tra sovranità e subordinazione
L’autonomia strategica non è un pranzo di gala, ma non lo è nemmeno la subordinazione. La vera differenza risiede in chi decide quando, come e per cosa pagare. Questo vale per la gestione del clima, per la stabilità del commercio internazionale e per l’accesso alle risorse critiche. In questo contesto, la Confederazione monitora attentamente le dinamiche globali, come evidenziato dalle analisi della Segreteria di Stato dell’economia SECO, che evidenziano l’importanza di mercati aperti ma resilienti.
Una bussola per le scelte future
Questo scenario non offre soluzioni facili, ma una bussola per orientarsi tra trade-off reali, dove il consenso politico viene talvolta comprato a spese di vulnerabilità future. Come sottolineato nei report del Dipartimento federale degli affari esteri DFAE, le decisioni odierne incidono direttamente sulla prosperità dei prossimi anni. Chi governa deve assumersi responsabilità esplicite, e chi vota deve comprendere che queste scelte determinano la qualità della nostra sicurezza.
© hoinews.ch, riproduzione riservata
















