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La Svizzera e il trattato proibizione armi nucleari: consegnate 135.000 firme

SVIZZERA – Un passo decisivo verso il disarmo atomico globale è stato compiuto a Berna, con la consegna ufficiale di oltre 135.000 firme presso la Cancelleria federale. L’iniziativa popolare mira a spingere la Confederazione verso l’adesione formale al Trattato ONU sulla proibizione delle armi nucleari (TPNW), uno strumento internazionale giuridicamente vincolante entrato in vigore nel 2021. Nonostante il trattato sia già stato ratificato da quasi 100 nazioni, la Svizzera è rimasta finora in una posizione di attesa, a differenza del sostegno mostrato verso i bandi sulle armi chimiche e biologiche. I promotori dell’iniziativa, tra cui il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), sottolineano come la neutralità elvetica debba tradursi in un segnale etico forte contro gli oltre 12.500 ordigni nucleari ancora presenti negli arsenali mondiali. L’adesione vieterebbe ogni attività legata a queste armi, inclusi i flussi finanziari e la minaccia del loro utilizzo, allineando la strategia di sicurezza nazionale ai principi del diritto internazionale e della protezione umanitaria.

La Svizzera e il trattato proibizione armi nucleari

Il dibattito sull’adesione al TPNW non è solo una questione diplomatica, ma riflette una chiara volontà popolare emersa dai recenti sondaggi. Secondo le ultime rilevazioni, circa il 70% dei cittadini svizzeri è favorevole al bando delle armi atomiche, con un consenso trasversale che supera le barriere demografiche e i tradizionali schieramenti politici. Sebbene il sostegno sia più marcato nell’area progressista, si registra una partecipazione significativa anche nel centro-destra: il 68% degli elettori PLR e il 78% di quelli del Centro appoggiano l’iniziativa, così come la maggioranza assoluta degli elettori UDC (52%). Il Consiglio federale aveva già riconosciuto in passato i rischi catastrofici legati all’impiego di testate nucleari, ma la parola definitiva passerà ora al popolo. Se l’iniziativa supererà il vaglio delle urne, la Svizzera confermerà il suo ruolo di leader nella promozione della pace globale, sancendo l’illegalità di ogni forma di possesso o fabbricazione di ordigni di distruzione di massa sul proprio territorio e nelle proprie istituzioni finanziarie.

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