FOCUS – Durante i mesi estivi, la Torre Eiffel non si limita a conquistare i turisti, ma cambia letteralmente statura. Il celebre monumento parigino, simbolo dell’architettura in ferro battuto, arriva ad allungarsi di circa quindici centimetri nei periodi più caldi dell’anno. Questa variazione temporanea non è un’illusione ottica né un errore di misurazione, ma la conseguenza diretta delle condizioni meteorologiche. Le elevate temperature estive provocano un aumento del volume della struttura, dimostrando come anche un colosso di metallo sia dinamico e reattivo ai cambiamenti del clima circostante.
La fisica dietro l’allungamento della struttura
La causa di questo fenomeno risiede nella dilatazione termica, un principio fondamentale della fisica dei materiali. Quando la temperatura dell’aria sale, l’energia termica fa vibrare con maggiore intensità gli atomi che compongono il ferro puddellato della torre. Questo movimento atomico aumenta lo spazio medio tra le particelle, determinando un’espansione del metallo in tutte le direzioni. Come confermano i dati sull’impatto dei fenomeni atmosferici elaborati da fonti meteorologiche come MeteoSvizzera, le variazioni termiche stagionali influenzano costantemente i materiali esposti. Lo studio di queste dinamiche sui materiali metallici è al centro delle ricerche condotte da istituti come l’EPFL.
Inclinazione e ingegneria della “Dame de Fer”
Oltre ad allungarsi, la Torre Eiffel subisce anche una leggera inclinazione. Poiché il sole riscalda solo uno dei quattro lati alla volta, la parete esposta si dilata maggiormente rispetto a quelle in ombra, facendo inclinare la cima fino a nove centimetri dalla parte opposta. Gustave Eiffel e i suoi ingegneri avevano previsto questi movimenti: la struttura a traliccio garantisce l’elasticità necessaria per assorbire le dilatazioni senza subire danni strutturali. Quando le temperature calano in autunno, il ferro si contrae e il monumento torna alle sue dimensioni originarie.
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