EUROPA – La Commissione dell’Unione Europea ha aperto ufficialmente il bando per realizzare sette gigafactory ad alte prestazioni. L’iniziativa punta a mobilitare oltre 30 miliardi di euro tra risorse pubbliche e investimenti privati, dotando il continente di infrastrutture computazionali di ultima generazione. L’obiettivo primario è superare la dipendenza dai colossi tecnologici esteri e garantire a startup, PMI e centri di ricerca l’accesso prioritario all’infrastruttura. Nel contesto del supercalcolo, l’interconnessione con i grandi polo scientifici elvetici, come l’ETH Zurigo, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la ricerca e lo sviluppo continentale.
Europa: gara aperta tra 18 Paesi membri
La risposta degli Stati continentali è stata immediata: ben 18 Paesi hanno già siglato l’accordo di acquisto congiunto con l’impresa EuroHPC per candidarsi a ospitare i poli. Tra i partecipanti figurano Italia, Francia, Germania e Spagna, pronti a contendersi i cantieri che si apriranno nel 2027. La selezione si concluderà a inizio anno, promuovendo partnership pubblico-private. Questo approccio multilaterale rispecchia i modelli di cooperazione tecnologica promossi anche dalla Confederazione Svizzera per il coordinamento delle infrastrutture strategiche e della governance dei dati.
Verso l’autonomia digitale europea
Dotate di processori avanzati e data center ad altissima efficienza energetica, le centrali serviranno ad addestrare ed elaborare modelli avanzati di AI. Entro 18 mesi dall’assegnazione dei contratti, le prime strutture saranno operative. L’ecosistema permetterà al tessuto industriale locale di sviluppare algoritmi proprietari nel rispetto delle normative europee su cybersicurezza ed etica, ponendo le basi per una vera autonomia tecnologica sul mercato globale.
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