MERCATI: IL CALENDARIO ECONOMICO
MERCATI – Il calendario economico a cura di Fabrizio Quirighetti di DECALIA. Giovedì gli Stati Uniti festeggeranno il Giorno del Ringraziamento, e quest’anno ci sono molti motivi per essere grati, soprattutto dal punto di vista degli investitori statunitensi… Di conseguenza, la settimana sarà un po’ più corta del solito con i mercati statunitensi chiusi giovedì e aperti solo per mezza giornata il giorno successivo. In questo contesto, i dati economici statunitensi e i pochi risultati rimanenti degli utili statunitensi del terzo trimestre, saranno anticipati. I principali dati di rilievo saranno il deflatore PCE statunitense (mercoledì) e i verbali del FOMC (martedì), mentre i dati flash sull’indice dei prezzi al consumo di novembre per Germania, Francia ed Eurozona arriveranno sullo schermo degli investitori giovedì e venerdì. Saranno inoltre disponibili cifre aggiuntive del PIL del terzo trimestre in tutto il mondo (Svizzera, Canada, Svezia) e una seconda stima per gli Stati Uniti (mercoledì). Infine, altri dati degni di nota per tastare il polso del malato d’Europa includono l’ indice IFO tedesco (martedì), la fiducia dei consumatori (mercoledì) e le vendite al dettaglio (venerdì).
IL DEFLATORE PCE
Il deflatore PCE di ottobre, pubblicato mercoledì insieme ai dati sui redditi personali e sui consumi, sarà probabilmente il momento clou della settimana in quanto potrebbe pesare sulla prossima decisione della Federal Reserve (18 dicembre), che viene sempre più vista come una scelta ravvicinata tra taglio o attesa. Il consenso prevede che i dati PCE headline e core aumentino rispettivamente dello +0,2% su base mensile e dello +0,3% su base mensile, portando a un aumento del tasso annuale di questi indicatori di inflazione al +2,3% e +2,8%. Per quanto riguarda la crescita del reddito e dei consumi, si prevede che rimarranno nel complesso solidamente positivi anche se è previsto un rallentamento. Domani sera, i verbali della riunione del FOMC della Fed forniranno anche maggiori approfondimenti sul parere dei funzionari in vista della prossima riunione del 17 dicembre . Altri dati statunitensi degni di nota includono la fiducia dei consumatori del Conference Board di martedì, nonché gli ordini di beni durevoli e la seconda stima del PIL statunitense del terzo trimestre di mercoledì.
IN EUROPA
In Europa, giovedì e venerdì tutti gli occhi saranno puntati sui dati flash dell’inflazione di novembre: si prevede che l’inflazione annuale della zona euro accelererà al 2,3% su base annua (2,0% a ottobre), con un’ampia dispersione a livello nazionale (2,6% per la Germania, 1,7% per la Francia e 1,3% per l’Italia), il che potrebbe complicare ulteriormente il compito della BCE. La BCE anticiperà i tagli (con un taglio di 50 punti base il 12 dicembre ) mentre lo scenario di crescita si sta deteriorando oppure aspetterà ulteriori prove di progressi della disinflazione e una maggiore conoscenza delle reali intenzioni di Trump e dell’impatto sulle traiettorie di crescita e di inflazione dell’area euro. Anche in questo caso, la giuria è ancora indecisa tra un taglio dei tassi di 25 o 50 punti base.