Il provvedimento voluto da Xi Jinping impone il mandarino e il primato della cultura Han su tutte le minoranze
Il cuore della riforma colpisce l’istruzione: il mandarino diventa obbligatorio fin dall’asilo, sostituendo progressivamente le lingue locali come il tibetano o l’uiguro. Se per il governo si tratta di “modernizzazione” e lotta alle tradizioni obsolete, esperti internazionali e attivisti di Human Rights Watch denunciano un attacco radicale ai diritti umani volto a recidere il legame dei bambini con le proprie radici. La legge non si limita alla cultura, ma lega lo sviluppo economico alla sicurezza nazionale, conferendo al Partito Comunista il ruolo di unico architetto di un’unità forzata in nome di una civiltà millenaria unificata.




