SVIZZERA – Il Consiglio federale ha preso atto di uno studio esterno commissionato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) che analizza l’impatto di un eventuale tetto massimo di dieci milioni di abitanti in Svizzera. Lo scenario, legato alla discussione sull’iniziativa per la sostenibilità , mostra che una simile limitazione demografica avrebbe ripercussioni profonde e durature sull’intero sistema Paese.
Svizzera: mandato parlamentare e nodi politici
La ricerca adempie ai postulati Broulis e Binder-Keller, offrendo un’analisi costi-benefici sulla migrazione di manodopera fino al 2100. Il report, coordinato da un gruppo di lavoro con il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR), evidenzia forti criticità soprattutto per le relazioni bilaterali con l’Unione Europea e per la tenuta del mercato del lavoro.
Impatto economico: costi elevati e pochi sgravi
I dati emersi indicano che a fronte di lievi sgravi su alloggi, ambiente e infrastrutture, i costi fiscali sarebbero enormi. Senza il ricambio demografico della manodopera, il bilancio dell’AVS peggiorerebbe di miliardi di franchi all’anno. Secondo il monitoraggio delle autorità svizzere, le sfide legate all’invecchiamento della popolazione e alla carenza di personale qualificato finirebbero per aggravarsi drasticamente.

















