LONDRA – Il governo britannico ha annunciato oggi un allentamento mirato delle restrizioni sul petrolio e sul GNL russo, autorizzando il trasporto marittimo di carichi provenienti dai terminal Sakhalin‑2 e Yamal, una scelta motivata dall’emergenza carburanti aggravata dalla crisi nello Stretto di Hormuz. Secondo le comunicazioni ufficiali di Londra, la misura rientra in un pacchetto tecnico per garantire la sicurezza energetica nazionale, mentre l’UE procede nella direzione opposta con il divieto totale di import di GNL russo previsto dal 2027 e nuove strette su Rosneft, Gazprom Neft e sulla “flotta ombra”. La decisione britannica ha scatenato le critiche della leader conservatrice Kemi Badenoch, che accusa Downing Street di indebolire la linea occidentale proprio mentre Bruxelles rafforza le sanzioni. Un contrasto che riapre il dibattito sulla coerenza strategica europea e sulla reale priorità tra sicurezza energetica, Ucraina e pressione economica su Mosca.
Londra apre i rubinetti a Mosca mentre l’Europa fa la virtuosa sulle sanzioni
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