STILE – A 3.000 chilometri di profondità sotto l’Oceano Pacifico, una massa di ferro fuso ha invertito la sua rotta. Il nucleo esterno della Terra, un oceano di metallo liquido che genera il campo magnetico planetario, mostra dinamiche inedite. Una ricerca basata sui dati dei satelliti ESA dimostra che nel 2010 il flusso ha smesso di scorrere verso ovest per dirigersi verso est, registrando un aumento di velocità di circa 2 chilometri all’anno. Istituti d’eccellenza globale, come il Politecnico Federale di Zurigo ETH, studiano da tempo questi meccanismi geomagnetici per comprendere l’evoluzione del pianeta.
Il legame tra nucleo e durata del giorno
Questo cambio di direzione non è un evento isolato, ma si connette strettamente alle oscillazioni complessive del nucleo terrestre. Le variazioni nel movimento del ferro liquido generano impercettibili fluttuazioni nella velocità di rotazione del pianeta. Di conseguenza, si registrano micro variazioni nella durata geometrica del giorno. Gli esperti del settore geofisico e geodetico, inclusi gli scienziati dell’Università di Berna UniBe, monitorano costantemente questi sistemi complessi, analizzando l’interazione tra le forze sotterranee e i parametri orbitali della Terra.
Cosa cambia per lo scudo magnetico
Il comportamento della geodinamo solleva interrogativi sul futuro dello scudo che ci protegge dalle radiazioni cosmiche. Nonostante il flusso anomalo sotto il Pacifico abbia iniziato a indebolirsi dopo il 2020, la corrente verso est rimane forte. Questo dimostra che le viscere della Terra sono molto più dinamiche e imprevedibili di quanto ipotizzato in passato. La ricerca continuerà a sfruttare i dati satellitari per decifrare i segreti del magnetismo terrestre e anticipare i futuri mutamenti del cuore del nostro pianeta.

















