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Una vettura da Formula 1 per andare in città: Pagani Zonda

UNA VETTURA DA FORMULA 1 PER ANDARE IN CITTÀ: PAGANI ZONDA

MODENA (ITALIA) – Nel 1992, la Modena Design diventa Pagani, ed ha già in mente la sua prima vettura: una Supercar dura e pura, dotata di un motore centrale potentissimo, cambio rigorosamente manuale e un’estetica unica. Quella vettura, già disegnata da Pagani nel 1988, si chiamava originariamente Fangio F1, che diventa poi ufficialmente la Pagani Zonda, la prima vettura della casa modenese. Dalla piccola fabbrica locata a San Cesario sul Panaro, vicino Modena, Horacio Pagani ha dato vita al suo sogno, e ha regalato al mondo una delle automobili più emozionanti, uniche e irripetibili della storia, la Pagani Zonda. Fin dal primo sguardo incarna perfettamente l’anima e l’indole del suo creatore, Horacio Pagani. Da sempre, infatti, Horacio considera le proprie vetture come delle vere e proprie opere d’arte, da curare in ogni minimo, minuscolo dettaglio. Da un paraurti fino ai più piccoli bulloni, ogni componente di una Pagani dev’essere esteticamente appagante e perfetto da ogni punto di vista.

COME UNA FORMULA 1

Il frontale è cortissimo e appuntito, proprio come quello di una vettura da Formula 1 a cui Horacio Pagani si è ispirato, e sfoggia anche una sezione triangolare al centro che ricorda il musetto di una monoposto. I passaruota gonfissimi ospitano sulla loro superficie due piccoli fari per lato, che regalano a Zonda uno sguardo cattivo ma anche personale e simpatico. Sulla sommità dei passaruota anteriori troviamo gli specchietti retrovisori, realizzati in fibra di carbonio e dal look unico, una opera d’arte in miniatura. Il parabrezza avvolgente fa poi notare quanto sia stretto l’abitacolo rispetto alla larghezza totale dell’auto, a ricordare ancora di più le vetture da corsa. Concludendo con le dimensioni di Pagani Zonda, una curiosità che in pochi conoscono è che i fari posteriori sono gli stessi utilizzati su tantissimi modelli di autobus tra gli anni ’80, ’90 e ’00, mentre il vano di carico è praticamente inesistente: meglio comprare ciò che ci serve una volta arrivati a destinazione.

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