MONDO – Il palcoscenico globale si sposta ad Ankara, dove i leader dei 32 Paesi membri si riuniscono in un clima di forte transizione. A pesare sul tavolo dei negoziati sono le costanti pressioni del presidente statunitense Donald Trump, propenso a una revisione della presenza militare USA nel Vecchio Continente. Tra i dossier caldi, oltre alle frizioni transatlantiche sui conflitti in Medio Oriente e la questione Groenlandia, emerge la necessità per l’Europa di dimostrare una reale autonomia strategica, accelerando sulla produzione industriale della difesa per rispondere alle richieste di Washington.
I partecipanti e il piano per l’Ucraina
Oltre ai leader del Patto Atlantico, la cena di gala inaugurale vedrà la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy e del leader sudcoreano Lee Jae Myung, insieme ai vertici dell’Unione Europea, Ursula von der Leyen e Antonio Costa. Per saperne di più sulla cooperazione internazionale e le strategie di sicurezza, è possibile consultare i focus geopolitici dell’Istituto Affari Internazionali. Sul fronte degli aiuti a Kiev, gli alleati si preparano a confermare un pacchetto da 70 miliardi di euro per il 2026, finanziato principalmente tramite stanziamenti bilaterali e un piano di prestiti UE, senza contributi diretti da parte degli Stati Uniti.
Obiettivo 5% e il nodo dell’industria bellica
La vera sfida per i governi europei sarà confermare l’impegno preso lo scorso anno a L’Aia: raggiungere una spesa per la difesa pari al 5% del PIL entro il 2035. Secondo i dettagli condivisi dalle agenzie di stampa e rilanciati da Sky TG24, nel 2025 gli alleati europei e il Canada hanno già incrementato gli investimenti di oltre 139 miliardi di dollari. Ad Ankara l’attenzione si sposterà dai target formali ai contratti pratici, con un forum industriale volto a siglare accordi miliardari per potenziare la produzione di armamenti e l’innovazione tecnologica.

















