MERCATI – Un annuncio di Donald Trump su Truth scuote la geopolitica: l’accordo tra Washington e Teheran prevede la riapertura ufficiale dello Stretto di Hormuz questo venerdì, in concomitanza con le operazioni di sminamento. Il tycoon rivendica un successo storico, laddove i suoi predecessori hanno fallito, promettendo una nuova era di stabilità globale. Per approfondire gli equilibri e le reazioni della Casa Bianca, è possibile consultare i report ufficiali su ANSA.it.
La retorica di Teheran e i nodi geopolitici
Dall’altra parte, il regime iraniano adotta toni di trionfo ideologico. Lo Stato maggiore di Teheran parla di nemici “umiliati e costretti alla resa“. Tuttavia, la realtà diplomatica tracciata dal viceministro Kazem Gharibabadi delinea un percorso pragmatico: un memorandum d’intesa con 60 giorni di negoziati serrati. La priorità assoluta per l’Iran resta lo scongelamento dei beni finanziari e la revoca totale delle sanzioni economiche.
Petrolio in picchiata e la reazione dei mercati
L’effetto sulle borse è stato immediato e dirompente. Il greggio crolla: il Wti perde il 4,8% scendendo a 80,80 dollari al barile, mentre il Brent cede il 3,9% a 83,89 dollari. Gli investitori scommettono sul massiccio ritorno del greggio iraniano sui mercati globali, allentando le pressioni inflazionistiche. Per monitorare l’evoluzione dei listini in tempo reale, si rimanda alle analisi finanziarie di Il Sole 24 Ore.

















