EUROPA – Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva una modifica cruciale all’AI Act all’interno del pacchetto “omnibus digitale”. La novità principale è il divieto totale per i sistemi di intelligenza artificiale che generano materiale pedopornografico o creano, senza consenso, immagini e video intimi (le cosiddette app “nudifier”). Il divieto per queste applicazioni entrerà in vigore prima della fine di quest’anno, colpendo sia i fornitori sia gli utilizzatori. Per monitorare l’evoluzione di queste normative a livello internazionale e il loro impatto sui paesi vicini, è utile consultare il portale ufficiale del Governo Svizzero.
Semplificazioni e sviluppo per le imprese
Oltre alla stretta etica, il provvedimento introduce importanti misure di semplificazione per ridurre gli oneri burocratici a carico delle aziende, estendendo le esenzioni anche alle piccole imprese a media capitalizzazione. I prodotti con funzioni di IA limitate all’assistenza o all’ottimizzazione delle prestazioni non saranno più considerati automaticamente ad alto rischio. Questa flessibilità mira a trattenere i talenti tecnologici nel continente, un obiettivo condiviso da molti hub europei, come dimostrano le iniziative di innovazione del Politecnico di Zurigo, punto di riferimento per lo sviluppo scientifico.
Nuove scadenze per la trasparenza
Per dare ossigeno alle imprese, l’applicazione di alcune scadenze per i sistemi ad alto rischio è stata rinviata al 2027 e al 2028. Slitta invece al 2 dicembre 2026 l’obbligo di marcatura leggibile per i contenuti generati da Europa e partner commerciali, una misura pensata per aumentare la trasparenza senza soffocare la crescita del settore. Il testo passerà ora al vaglio del Consiglio per l’adozione formale.

















