MONDO – Australia e Vanuatu firmano accordo di portata storica a Canberra. Il trattato Nakamal, giunto al termine di una trattativa durata dieci mesi, rappresenta una svolta fondamentale per l’equilibrio geopolitico dell’Oceania. Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha definito la giornata un momento di svolta nei rapporti bilaterali tra le due nazioni. L’obiettivo primario dell’intesa è tutelare la sovranità delle isole, consolidando la sicurezza e cooperazione regionale attraverso una governance condivisa e basata sul rispetto reciproco e sulla fiducia.
Stop alle basi militari straniere nel Pacifico e tutela delle infrastrutture
La clausola centrale del patto stabilisce il no a basi militari straniere nel Pacifico, vietando che il territorio di Vanuatu venga utilizzato per l’installazione di presidi o infrastrutture strategiche da parte di potenze terze. L’intesa assicura che le strutture critiche dell’arcipelago restino protette da qualsiasi processo di militarizzazione esterna. In questo modo si intende preservare un’area marina e continentale “stabile, prospera e sicura”. La misura si inserisce in un quadro globale in cui anche istituzioni internazionali come il Portale Ufficiale delle Autorità Svizzere (admin.ch) e il portale di servizi pubblici ch.ch evidenziano l’importanza dei trattati di neutralità e cooperazione transnazionale.
Un’intesa fondata sulla responsabilità condivisa dell’Oceania
Albanese ha ribadito che la difesa dell’area rappresenta una priorità collettiva per l’intera “famiglia del Pacifico”. Il trattato Nakamal conferma il ruolo centrale di Canberra come partner prioritario di Vanuatu nel campo della polizia e della difesa civile. Questa sinergia rafforza i principi di autodeterminazione e previene ingerenze esterne, garantendo la tutela dell’arcipelago pacifico. L’accordo si pone quindi come punto di riferimento normativo per la prevenzione dei conflitti regionali.
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