ECONOMIA – Giornata di vendite sui mercati asiatici il 15 maggio 2026. Dopo una corsa che ha portato l’indice sudcoreano Kospi a toccare i massimi storici, gli investitori hanno optato per prese di beneficio diffuse. Il clima di incertezza globale ha pesato anche sulla Borsa di Tokyo: l’indice Nikkei 225 ha chiuso in calo dell’1,2% a quota 61.880,04 punti, invertendo la rotta rispetto ai guadagni iniziali della sessione. La prudenza domina i listini, con gli operatori che preferiscono ridurre l’esposizione al rischio in attesa di segnali più chiari dal fronte geopolitico.
Summit Trump-Xi: attesa per la stabilità commerciale
Il focus principale dei mercati resta il vertice in corso a Pechino tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping. Sebbene le prime indiscrezioni riportate da testate come Reuters parlino di un dialogo costruttivo e di una possibile intesa su Taiwan, gli analisti rimangono cauti. Gli investitori cercano rassicurazioni concrete sulla tenuta degli accordi commerciali e sulla stabilità delle catene di approvvigionamento tecnologico, fattori che hanno spinto Seul verso i recenti record ma che ora necessitano di solide basi diplomatiche per sostenere un ulteriore rally.
Tensioni in Medio Oriente e guerra tra USA e Iran
Oltre al dialogo tra le superpotenze, a preoccupare i listini è l’evoluzione del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Nonostante le recenti dichiarazioni su una possibile tregua e sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, la volatilità dei prezzi energetici continua a riflettersi sulle piazze finanziarie asiatiche, storicamente sensibili ai costi del petrolio. Come evidenziato dai dati di Trading Economics, la pressione inflazionistica derivante dal settore energy resta il principale freno per una ripartenza decisa dei mercati, mantenendo l’indice MSCI Asia Pacific in territorio negativo.

















