Svizzera vola +1,5% nel trimestre, USA rallentano e borse UE chiudono miste con petrolio in rialzo

LUGANO/REDAZIONE - Economia Svizzera e Borsa. La Svizzera sorprende i mercati con un’accelerazione del Pil dell’1,5% congiunturale nel secondo trimestre, spinta dal settore chimico‑farmaceutico,...

Tether comunica l’esito dell’audit KPMG sui bilanci 2025

MILANO - Tether annuncia nel suo comunicato ufficiale che KPMG U.S. ha completato l’audit dei bilanci 2025, rilasciando un parere senza riserve. La società...
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Il punto della mattinata: Mercati asiatici misti mentre Washington spinge con nuovi dazi sui droni, inflazione Francia al 2,1%

LUGANO/REDAZIONE - Il punto della mattinata: i mercati asiatici chiudono con Tokyo in rialzo e Hong Kong in forte calo, mentre le nuove tensioni...

Borse oggi: Europa chiude debole, Usa verso una seduta positiva; Putin alle Kurili

LUGANO - A borse europee chiuse, Wall Street avanza: Dow Jones 53.828,87 (+0,11%) (21:30), S&P 500 7.802,52 (+0,70%) (21:16), Nasdaq 26.834,08 (+0,92%) (21:30). Bene...

Mercati, Asia in rialzo spinta da AI e semiconduttori. Intanto i Lakers passano a Iger‑Kushner

LUGANO/REDAZIONE HOI - Le borse asiatiche aprono in rialzo spinte dal rally dei titoli legati all’AI e ai semiconduttori, con Tokyo e Seul in...

Wall Street in equilibrio: Cpi al 3,4% e Opec taglia la domanda petrolifera 2026

NEW YORK - Wall Street resta cauta dopo il dato Cpi Usa di luglio: inflazione mensile +0,1% e annuale 3,4%, perfettamente in linea con...
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Il Sahel e il “tramonto francese”: la nuova egemonia russa

MONDO – Il progressivo ritiro della Francia dal Sahel ha segnato la fine di un’epoca, lasciando un vuoto geopolitico che Mali, Niger e Burkina Faso hanno colmato rivendicando una sovranità radicale. In questo scenario, la Russia si è inserita non come semplice fornitore di armi, ma come un’alternativa ideologica e strategica all’Occidente. Attraverso il sostegno alle giunte militari e l’invio di contractor, Mosca offre protezione politica senza le condizionalità democratiche richieste da Parigi. Tuttavia, la sostituzione dei partner non ha risolto l’instabilità: il jihadismo rimane radicato nelle fratture sociali e nelle economie informali, trasformando la regione in un teatro di guerra frammentata dove la sola forza militare appare insufficiente a garantire un controllo territoriale duraturo.

Nuove alleanze e vecchie fragilità: il rischio della trappola geopolitica

Nonostante il cambio di bandiere, le radici della crisi saheliana restano intatte: Stati deboli, confini porosi e popolazioni che percepiscono le istituzioni come distanti o predatorie. Sebbene la Russia ottenga capitale simbolico e accesso alle risorse, rischia di ereditare lo stesso logoramento che ha consumato la presenza francese. La strategia di Mosca, focalizzata sulla sopravvivenza dei regimi centrali, trascura spesso la governance civile e la giustizia sociale, elementi senza i quali i gruppi armati continuano a prosperare. Senza una stabilizzazione che vada oltre l’invio di equipaggiamenti, il Sahel potrebbe trasformarsi per il Cremlino in un successo d’immagine dai costi strategici insostenibili, confermando che in questa regione la legittimità non si conquista solo con le armi.

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