EUROPA – Una coalizione di produttori chimici europei (tra cui Tronox e Kronos) ha presentato una denuncia formale alla Commissione UE contro il gigante cinese LB Group. Al centro della disputa c’è il tentativo di acquisizione di un impianto della britannica Venator a Greatham. Secondo l’industria, che rappresenta il 90% della produzione di biossido di titanio nell’Unione, l’operazione mirerebbe a sfruttare l’accordo commerciale UE-Regno Unito per esportare prodotti in esenzione doganale, aggirando di fatto i dazi antidumping imposti da Bruxelles nel 2025. Il settore chimico europeo, già in crisi con una perdita di capacità del 9% dal 2022, teme che questa mossa possa dare il colpo di grazia alla competitività interna.
Denuncia alla Commissione: l’accordo nel Regno Unito minaccia il mercato del biossido di titanio
La denuncia sollecita l’applicazione del Regolamento sulle sovvenzioni estere (FSR), uno strumento del 2022 nato per contrastare il sostegno statale distorsivo a imprese extra-UE. Sebbene l’impianto oggetto dell’accordo si trovi in territorio post-Brexit, i produttori chiedono un’indagine senza precedenti per valutare se i capitali statali cinesi stiano finanziando l’acquisizione per destabilizzare il mercato unico. La decisione dell’autorità britannica è attesa per maggio; nel frattempo, un eventuale intervento della Commissione creerebbe un precedente globale nella difesa degli asset strategici aerospaziali e dell’energia verde, settori dove il biossido di titanio risulta essenziale.

















