Brasile vicino all’accordo sulla rinegoziazione del debito agricolo, conferma il ministro Durigan

BRASILE - Il governo brasiliano è a un passo dal finalizzare una proposta per la rinegoziazione del debito degli agricoltori, ha dichiarato da Brasília...

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MIAMI - Il Dipartimento di Giustizia USA ha formalmente incriminato Raúl Castro per cospirazione e omicidio legati all’abbattimento dei velivoli di “Brothers to the...
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Usa, Treasury a 30 anni oltre il 5,19%: nuovi massimi dal 2007

NEW YORK - Il rendimento del Treasury trentennale statunitense è salito al 5,18‑5,19%, livello più alto dal 2007, spinto da timori di nuova inflazione...

Londra apre i rubinetti a Mosca mentre l’Europa fa la virtuosa sulle sanzioni

LONDRA - Il governo britannico ha annunciato oggi un allentamento mirato delle restrizioni sul petrolio e sul GNL russo, autorizzando il trasporto marittimo di...
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Gli Emirati Arabi Uniti lasciano l’Opec: “Un duro colpo alla leadership saudita”

MONDO – L’annuncio degli Emirati Arabi Uniti di abbandonare l’Opec e l’Opec+ segna una frattura storica nel mercato energetico mondiale. Questa decisione rappresenta un colpo durissimo per l’Arabia Saudita, leader de facto del cartello, proprio mentre il conflitto con l’Iran genera uno shock energetico senza precedenti. L’addio di Abu Dhabi, membro storico, minaccia di destabilizzare definitivamente un’economia globale già messa a dura prova dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. La scelta riflette il crescente malcontento degli Emirati verso la mancata protezione politica e militare da parte degli alleati del Golfo di fronte alle aggressioni iraniane, indebolendo il fronte unito dei produttori.

Geopolitica e prezzi del petrolio: la vittoria di Trump e la crisi del Golfo

L’uscita degli Emirati si traduce in una vittoria strategica per Donald Trump, che ha da tempo intensificato le pressioni sull’organizzazione, accusata di gonfiare i prezzi del petrolio a scapito dei consumatori globali. Collegando il supporto militare statunitense alla moderazione dei costi energetici, Washington ha trovato terreno fertile in un’Abu Dhabi sempre più critica verso la debolezza diplomatica della Lega Araba e del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Con il transito di un quinto del greggio mondiale bloccato dalle minacce di Teheran, la frammentazione dell’Opec apre una fase di incertezza totale, dove la sovranità nazionale sulla produzione prevale ora sulla coesione del cartello petrolifero

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