MONDO – Il recente acquisto di 2 milioni di barili di petrolio iraniano da parte di raffinerie indiane segna una svolta geoeconomica senza precedenti. Nonostante le sanzioni USA, Washington ha concesso una deroga temporanea per stabilizzare i prezzi globali, permettendo a Indian Oil Corp di regolare i pagamenti in yuan cinesi tramite la filiale di Shanghai della ICICI Bank. Questo meccanismo dimostra che il dollaro non è più l’unico corridoio possibile: le necessità del mercato energetico stanno forgiando circuiti autonomi in Asia, dove la sovranità funzionale prevale sulla fedeltà ideologica.
L’India paga il petrolio iraniano in Yuan: la nuova era del mercato energetico multipolare
La mossa di Nuova Delhi evidenzia un pragmatismo strategico: cooperare con gli Stati Uniti in chiave anti-cinese, pur utilizzando lo yuan come valuta di compensazione per l’energia. Sebbene la deroga scada il 19 aprile, il segnale è chiaro: l’infrastruttura finanziaria asiatica sta erodendo il monopolio del sistema monetario occidentale. In questo scenario, le sanzioni diventano leve flessibili e l’energia si conferma il motore di un ordine mondiale multipolare, dove il bisogno di risorse piega anche i principi diplomatici più rigidi.

















