WASHINGTON D.C. – Il caso dei dieci scienziati americani morti o scomparsi tra il 2023 e il 2026 è diventato una questione nazionale dopo le parole del presidente Donald Trump. Il 16 aprile, parlando con i reporter, ha definito la vicenda «preoccupante» e ha aggiunto: «Spero che sia casuale». Da quel momento la Casa Bianca ha elevato il livello di attenzione.
Le verifiche di FBI, Difesa, Energia e NASA
L’Amministrazione ha confermato che FBI, Dipartimento dell’Energia, Dipartimento della Difesa e NASA stanno analizzando possibili collegamenti tra gli episodi. I ricercatori coinvolti lavoravano in settori sensibili: programmi nucleari, progetti aerospaziali e attività di ricerca avanzata. Al momento non esistono prove di un nesso diretto, ma la revisione dei casi è in corso.
Tre morti nel dossier federale
Nel fascicolo rientrano anche tre figure di primo piano della comunità scientifica statunitense:
– l’astrofisico Carl Grillmair, morto nel febbraio 2025 a 67 anni;
– il fisico computazionale Hicks, deceduto nel 2023;
– il chimico applicato Maiwald, scomparso nel 2024.
Le loro attività, in parte collegate a laboratori federali e progetti ad alta specializzazione, sono ora oggetto di un’analisi approfondita per individuare eventuali punti di contatto con gli altri casi.
Scienziati americani scomparsi: cosa cercano gli investigatori
Le indagini federali, ora estese anche al Congresso, puntano a chiarire se dietro queste morti e sparizioni — concentrate soprattutto in California e New Mexico — possano esserci interferenze esterne, accessi non autorizzati a dati sensibili o semplici coincidenze statistiche. Il dossier sugli scienziati americani scomparsi è così passato da teoria marginale a questione ufficiale per la Casa Bianca.

















