SVIZZERA – Governo e Parlamento svizzeri concordano sulla necessità di abrogare il divieto di costruire nuove centrali nucleari, ma l’ultima parola spetterà ai cittadini tramite referendum. L’infrastruttura elvetica si poggia su impianti storici, come il reattore di Beznau 2, la cui attività e il cui quadro normativo fanno capo alle direttive dell’Ufficio federale dell’energia (UFE). Sebbene la politica guardi al futuro per prevenire deficit di elettricità dovuti all’elettrificazione dei consumi, la pianificazione e la costruzione di un impianto ex novo richiederebbero tempistiche che si proiettano inevitabilmente oltre il 2040.
Nucleare: prolungamento dell’esistente contro nuove infrastrutture
Di fronte a orizzonti temporali così estesi, l’analisi degli esperti invita al pragmatismo operativo per garantire la stabilità della rete elettrica. Come spiegato dal Prof. Maurizio Barbato della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), la strategia più ragionevole nel breve e medio termine consiste nel far funzionare gli impianti già esistenti. Rinunciare precocemente a strutture efficienti e costantemente ammodernate rischierebbe di creare una scopertura energetica prima ancora che si possano concretizzare le nuove alternative tecnologiche.
Evoluzione tecnologica e prospettive future
Lo sviluppo del settore spaziale spazia dai reattori di terza generazione plus fino ai modelli di quarta generazione, progettati per offrire livelli di sicurezza passiva ancora più elevati. Tuttavia, la commercializzazione su larga scala di queste tecnologie avanzate non sarà una realtà prima dei prossimi decenni. Nel frattempo, la sicurezza dell’approvvigionamento in Svizzera continuerà a dipendere dal bilanciamento tra la crescita delle fonti rinnovabili, il rafforzamento della rete e l’esercizio controllato del parco nucleare attuale.
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