SVIZZERA – Si è conclusa positivamente l’operazione di supporto internazionale che ha visto protagonisti i velivoli e i tecnici elvetici nella lotta contro i devastanti incendi boschivi che hanno colpito la Corsica. Dopo 11 giorni di intenso lavoro sul campo, il distaccamento svizzero composto da 22 elementi — tra specialisti dell’Esercito svizzero e personale dell’Aiuto umanitario della Confederazione — ha fatto ufficialmente ritorno in patria. Il contingente era stato dispiegato lo scorso 28 luglio su espressa richiesta delle autorità francesi per fronteggiare un’emergenza ambientale e logistica di vaste proporzioni.
Interventi strategici e 452 tonnellate d’acqua erogate
L’apporto della flotta elvetica si è rivelato decisivo soprattutto nelle zone interne dell’isola, caratterizzate da una topografia complessa e da territori impervi difficilmente raggiungibili dai mezzi di soccorso da terra. I tre elicotteri Super-Puma impiegati hanno effettuato numerosissimi sorvoli in condizioni meteorologiche estreme, scaricando complessivamente circa 452 tonnellate di acqua di spegnimento sui focolai più critici. Il coordinamento congiunto tra i dipartimenti federali e i comandi francesi ha garantito la massima efficienza e sicurezza nelle operazioni di contenimento del rogo.
Una cooperazione transfrontaliera che rafforza i soccorsi
Il bilancio finale stilato a Berna traccia un quadro estremamente positivo, evidenziando non solo il successo operativo nella protezione del territorio corso, ma anche il valore strategico della cooperazione transfrontaliera nelle emergenze climatiche. L’affiatamento dimostrato sul campo tra la squadra elvetica e le forze di soccorso transalpine conferma l’efficacia dei protocolli d’intervento rapido in ambito europeo, consolidando un bagaglio di competenze ed esperienza fondamentale per la gestione di future crisi ambientali ad alto rischio.
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