FOCUS – La banconota da 2 dollari emessa per la Serie 1976 rappresenta un vero pezzo di storia, nata per commemorare il Bicentenario degli Stati Uniti. Sul fronte campeggia il ritratto del Presidente Thomas Jefferson, mentre il retro è impreziosito dal celebre dipinto della Dichiarazione d’Indipendenza. Nonostante il forte impatto simbolico, le tirature eccezionalmente alte l’hanno resa una banconota comune. Oggi il suo valore nominale equivale a 2 dollari e, se l’esemplare è usato, il prezzo commerciale coincide con il cambio attuale. Per i pezzi in perfette condizioni Fior di Stampa (FDS), la quotazione si aggira solitamente tra i 5 e i 20 euro.
Varianti speciali e rarità numismatiche
Nel mercato dei collezionisti spicca la variante “First Day of Issue“, caratterizzata da un francobollo e da uno speciale timbro postale datato 13 aprile 1976; pur essendo molto ricercata, il suo valore economico resta solitamente contenuto. Le vere rarità che fanno impennare i prezzi sono legate a specifici errori di stampa o a numeri di serie particolari, come i codici “radar” o le sequenze di soli zeri. Per una valutazione accurata del mercato globale è sempre consigliabile consultare i cataloghi specializzati come Numista, mentre per un confronto con la gestione delle valute europee si possono monitorare i dati ufficiali della Banca Nazionale Svizzera.
Il legame con l’attualità e le ambizioni di Trump
Il mondo delle banconote statunitensi è tornato al centro del dibattito a causa di una singolare indiscrezione politica. Il presidente Donald Trump ha espresso il desiderio di voler stampare una nuova banconota da 250 dollari che rechi il suo stesso volto. Tuttavia, l’ostacolo principale è di natura legale: la normativa americana vieta tassativamente di raffigurare persone ancora in vita sulla valuta nazionale. Le pressioni dell’amministrazione sulla zecca si scontrano con una tradizione legislativa nata per evitare derive autocelebrative.

















