EUROPA – La giornata del 31 luglio ha segnato una svolta drammatica nella gestione delle frontiere europee con la temporanea sospensione di Schengen disposta dall’Italia per i collegamenti aerei e marittimi con la Spagna. La misura straordinaria si è resa necessaria a causa dell’ondata migratoria senza precedenti che ha investito l’enclave di Ceuta, dove si sono registrati circa 60mila ingressi ed è stato confermato il tragico recupero di 57 cadaveri in mare. La premier Giorgia Meloni ha difeso il provvedimento affermando di aver «tutelato la sicurezza nazionale». Le dinamiche di controllo alle frontiere esterne continuano a essere osservate con grande attenzione anche dalle autorità elvetiche, come riportato dalla Segreteria di Stato della migrazione nei propri report strategici.
Le reazioni da Washington e Bruxelles
Mentre Madrid ha comunicato il rapido rientro in Marocco di oltre 48mila persone, la vicenda ha scatenato forti reazioni internazionali. Dagli Stati Uniti sono giunte severe accuse su ipotetici sforzi organizzati volti a favorire la immigrazione illegale, mentre la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha definito «inaccettabili» le immagini provenienti dal Nordafrica, sollecitando procedure di rimpatrio immediate e rigorose. Sugli sviluppi diplomatici e sul rispetto delle convenzioni internazionali mantiene un presidio informativo costante il Dipartimento federale degli affari esteri.
Impatto sui controlli e sul turismo estivo
Il governo italiano ha precisato che i controlli mirati alle frontiere rimarranno in vigore per il tempo strettamente necessario, cercando di ridurre al minimo i disagi per i flussi turistici estivi. Resta tuttavia aperta la sfida politica all’interno dell’Unione Europea sulla tenuta degli accordi di libera circolazione di fronte alle continue emergenze migratorie
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