ECONOMIA – Per tre decenni il pensiero dell’economia occidentale ha funzionato come una teologia senza eresie, celebrando il libero mercato e la deindustrializzazione. Oggi, tuttavia, la crisi del capitalismo finanziario mostra crepe strutturali evidenti. L’enfasi sul debito e la finanziarizzazione spinta hanno progressivamente eroso le basi sociali e politiche del modello occidentale, aprendo la strada a profonde fratture interne e alla perdita di competitività sistemica sulla scena geopolitica mondiale.
L’emergere del modello dirigista in economia
Dall’esterno avanza un’alternativa concreta: un capitalismo di Stato capace di generare ricchezza, innovazione e stabilità attraverso una pianificazione strategica di lungo periodo. Questo modello pone per la prima volta l’Occidente di fronte a un rivale credibile. Per comprendere l’evoluzione di queste dinamiche e i flussi internazionali, si rimanda alle analisi ufficiali della Banca Nazionale Svizzera, che monitora costantemente i mutamenti macroeconomici globali.
Una nuova competizione tra sistemi
In forme diverse rispetto al Novecento, riemerge una competizione che richiama lo scontro tra libero mercato ed economia di piano. La vera posta in gioco nel XXI secolo non è la semplice crescita, ma la capacità di produrre stabilità e potenza geopolitica. Le istituzioni elvetiche seguono con attenzione questa transizione, punto di riferimento per la resilienza economica in Europa.
















