SVIZZERA – In Svizzera, l’appartenenza alla classe media, che coinvolge il 55,2% della popolazione, non è più garanzia di serenità economica. Sebbene il dato statistico sia rimasto stabile per 25 anni, le spaccature interne sono evidenti. La fascia inferiore del ceto medio vive oggi una fragilità preoccupante: circa una persona su dieci destina oltre il 40% del reddito disponibile alle spese abitative, un carico che erode drasticamente il potere d’acquisto. Questa pressione finanziaria si riflette nella gestione degli imprevisti, trasformando ogni spesa extra in una potenziale crisi per migliaia di nuclei familiari.
Reddito: disuguaglianze e gestione del risparmio tra le famiglie svizzere
La vera linea di demarcazione emerge nella capacità di resilienza: il 25% della fascia inferiore del ceto medio non sarebbe in grado di affrontare una spesa improvvisa di 2500 franchi, contro il 10,9% della fascia superiore. Il divario si manifesta anche nelle rinunce quotidiane: l’11,1% delle persone in questa categoria deve rinunciare alle vacanze per motivi economici, e il 14,1% dichiara di arrivare a fine mese con estrema difficoltà. Nonostante la stabilità macroeconomica, la percezione di benessere è in calo, con un livello di insoddisfazione finanziaria che colpisce duramente chi si trova sulla soglia della vulnerabilità.

















