Petrolio in calo, speculazione non si ferma: cessate il fuoco USA‑Iran regge

MERCATI - I prezzi del greggio oscillano con un calo del 3% mentre il fragile cessate il fuoco USA‑Iran tiene e una nave attraversa...

Oleodotto Canada‑USA vicino alla soglia di impegno: export di greggio verso gli Stati Uniti +12%

CANADA - L’oleodotto Alberta‑Wyoming è prossimo a soddisfare i requisiti di impegno. Se approvato, l’oleodotto potrebbe aumentare le esportazioni di greggio canadese verso gli...
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Mercati asiatici in picchiata: l’effetto Wall Street e l’incognita Hormuz

MERCATI Il sentiment ribassista di Wall Street travolge i listini asiatici, con l’indice Hang Seng di Hong Kong che guida le perdite segnando un netto -1,1%. Mentre le piazze di Tokyo e Pechino restano chiuse per festività, la tensione geopolitica nello Stretto di Hormuz funge da catalizzatore per l’incertezza globale, spingendo gli investitori verso una prudenza estrema. La volatilità è alimentata non solo dal ritracciamento dei titoli statunitensi dai massimi storici, ma anche dalle manovre restrittive delle banche centrali: la Reserve Bank of Australia, con un aumento a sorpresa dei tassi al 4,35%, ha lanciato un segnale inequivocabile sulla persistenza dell’inflazione, annullando di fatto i progressi monetari del 2025 e riflettendo il timore di uno shock economico prolungato.

Petrolio e geopolitica: lo scontro USA-Iran infiamma il barile

Il mercato energetico rimane l’epicentro della crisi, con il Brent che oscilla sopra i 113 dollari in risposta all’escalation militare tra Washington e Teheran. L’avvio dell’operazione statunitense “Project Freedom” per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz ha innescato un braccio di ferro diretto, con l’affondamento di imbarcazioni iraniane e la successiva smentita di Teheran sul controllo del corridoio marittimo. Nonostante un lieve ripiegamento tecnico dei prezzi dopo il balzo del 6%, il greggio resta su livelli critici rispetto ai 70 dollari del periodo pre-conflitto. La stabilità globale appare ora appesa a un filo sottile: la sicurezza delle rotte commerciali civili e la capacità delle economie occidentali di assorbire i nuovi costi di finanziamento senza scivolare in una recessione profonda.

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