EUROPA – I dati dell’indagine sui prestiti bancari (BLS) di aprile 2026 evidenziano un quadro di forte contrazione creditizia nell’area euro. Le banche hanno segnalato un inasprimento dei criteri di concessione superiore alle attese, con un valore netto del 10% per i finanziamenti alle imprese e punte del 15% per il credito al consumo. Questo rigore, il più marcato dal 2023, è alimentato da una crescente percezione del rischio legata alle tensioni geopolitiche e ai costi energetici. La minore propensione al rischio degli istituti riflette un’economia incerta, dove l’esposizione verso settori energivori e aree di crisi internazionale spinge le banche a restringere i cordoni della borsa, aumentando parallelamente il tasso di rifiuto delle domande di prestito per famiglie e imprese.
Previsioni per il secondo trimestre 2026: calo della domanda e tassi elevati
Il futuro prossimo del mercato del credito appare orientato a una fase di ulteriore raffreddamento. Per il secondo trimestre del 2026, si prevede una contrazione della domanda di mutui (-20%) e di credito al consumo, penalizzati dal calo della fiducia dei consumatori e dal rinvio degli investimenti fissi da parte delle imprese. Sebbene la domanda di liquidità per il capitale circolante rimanga sostenuta, il livello elevato dei tassi di interesse e il calo della spesa per beni durevoli frenano l’economia reale. Molti istituti si affidano ora alla cartolarizzazione per gestire la liquidità e il rischio, ma le prospettive restano rigide: le banche anticipano nuovi inasprimenti delle linee guida interne, segnando una tendenza cumulativa restrittiva iniziata già a metà 2025.

















