EUROPA – La Corte dei conti europea ha lanciato un monito senza precedenti riguardo alle proposte della Commissione per il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). Con una dotazione prevista di circa 2.000 miliardi di euro — un incremento del 59% rispetto al ciclo attuale — la manovra punta a una trasformazione radicale della gestione fiscale comunitaria. Tuttavia, i revisori segnalano che la complessità delle modifiche, che includono un aumento dell’81% dei contributi nazionali e l’introduzione di cinque nuove risorse proprie (tra cui accise sul tabacco e rifiuti elettronici), non garantisce affatto una spesa più efficiente. Anzi, il passaggio a un modello di “finanziamento non collegato ai costi” e la riduzione della gestione concorrente con gli Stati membri potrebbero esporre il bilancio a gravi rischi di irregolarità, minando i principi di sana gestione finanziaria.
Rischi e sfide della riforma: verso un cambiamento radicale
Il cuore della critica risiede nel nuovo fondo da 865 miliardi di euro per coesione e agricoltura, basato su un unico piano di partenariato nazionale. Sebbene la Commissione miri a snellire le procedure, la Corte dei conti teme che l’indebolimento dei controlli preventivi possa compromettere la trasparenza. Particolare attenzione è rivolta alla possibilità per gli Stati membri di contrarre prestiti fino a 150 miliardi di euro per finanziare i propri piani, una novità assoluta su scala macroeconomica che aggiunge pressione al debito comune. Il Presidente Tony Murphy ha ribadito la necessità di salvaguardie più decise nei futuri negoziati, sottolineando che, senza meccanismi di monitoraggio rigorosi, il massiccio potenziamento della difesa e dell’industria europea potrebbe non tradursi in un valore aggiunto reale per i cittadini dell’Unione.

















