MERCATI – Ieri i mercati finanziari europei hanno registrato forti rialzi, spinti dalle crescenti speranze di un accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alle tensioni geopolitiche. Nonostante il presidente Donald Trump abbia frenato sui social sul blocco dello Stretto di Hormuz, i listini hanno dato credito al Segretario di Stato Marco Rubio, che si è detto ottimista su un’intesa solida per il nucleare e la riapertura delle rotte marittime. La notizia, costantemente monitorata dall’agenzia Ansa, ha riacceso la fiducia globale degli investitori.
Piazza Affari cancella il primato della bolla dot-com
In una seduta priva dei fari di Wall Street e Londra per festività , Piazza Affari ieri ha siglato una giornata storica. Il Ftse Mib (+1,23%) ha ufficialmente infranto il suo record storico assoluto dal lontano 2000. Come riportato sui canali ufficiali di Borsa Italiana, l’intero Vecchio Continente ha beneficiato del rally, con il Dax 40 di Francoforte a +1,61% e il Cac 40 di Parigi a +1,76%, accodandosi alla scia rialzista asiatica guidata da Tokyo.
Venti di pace: crollano i prezzi di petrolio e gas
Le prospettive di una distensione diplomatica hanno immediatamente raffreddato i beni energetici, portando sollievo sul fronte dell’inflazione. Secondo i dati in tempo reale di Bloomberg, il petrolio Wti è sceso in area 90 dollari e il Brent a 97 dollari al barile, mentre il gas ad Amsterdam è calato a 46 euro al Megawattora. Al contrario, l’oro si è spinto fino a 4.550 dollari l’oncia e l’euro si è rafforzato nei confronti del biglietto verde toccando quota 1,1640 dollari.

















