STILE – Il fenomeno dell’overtourism non si misura solo in base al numero assoluto di arrivi, ma soprattutto valutando la concentrazione di visitatori in rapporto alla superficie urbana. Da questo punto di vista, Barcellona è spesso indicata come la città più sovraffollata del mondo. Secondo un’indagine della società statunitense Nomad, che ha messo a confronto 40 grandi mete internazionali, la capitale catalana registra circa 20,4 milioni di visitatori l’anno. Questo flusso si traduce in un dato impressionante: oltre 201.722 turisti per chilometro quadrato, una densità che mette a dura prova la vivibilità dei quartieri storici.
Perché la città catalana è così affollata?
Questa enorme pressione antropica dipende da fattori geografici e urbanistici ben precisi. Barcellona è una città relativamente compatta, dove le principali attrazioni culturali e architettoniche si trovano concentrate in aree ristrette, come la celebre Rambla o il Barri Gòtic. Nel 2024 la metropoli ha accolto circa 15 milioni di visitatori unici, una cifra che supera di quasi dieci volte il numero dei residenti stabili. La convivenza tra la vita quotidiana dei cittadini e l’industria del turismo di massa è diventata uno dei temi centrali nel dibattito sulla gestione urbana globale.
Le strategie per un turismo sostenibile
Il sovraffollamento non risparmia nemmeno le destinazioni naturalistiche o i centri urbani più piccoli d’Europa. Per comprendere come gestire tali flussi, molti analisti guardano alle politiche di contenimento svizzere. Ad esempio, la gestione dei flussi nelle località alpine svizzere, analizzata da , mostra l’efficacia di sistemi di prenotazione e contingentamento. Anche gli studi accademici dell’, specializzata in economia del turismo, confermano che solo una pianificazione strategica basata sulla capacità di carico del territorio può salvare le identità locali dall’impatto dell’overtourism.

















