LUGANO/REDAZIONE – La domanda globale di petrolio rallenta ad agosto 2026, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, che segnala consumi più deboli per effetto dei prezzi elevati, della frenata industriale e delle difficoltà logistiche nel Golfo. L’offerta mondiale resta insufficiente: l’OPEC conferma interruzioni non programmate in Medio Oriente, riduzioni forzate in Iran e Iraq e ritardi nei flussi attraverso il Mar Rosso a causa degli attacchi alle petroliere. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e in Bab el‑Mandeb continuano a limitare le esportazioni, con volumi inferiori ai livelli previsti dai piani OPEC+. Le scorte OCSE risultano in calo per il terzo mese consecutivo, mentre le riserve strategiche restano ai minimi dal 2025, aumentando la vulnerabilità del mercato.
Petrolio: risultati AIE, il deficit offerta nel dettaglio
Secondo l’AIE, il terzo trimestre 2026 si chiude con un mercato “strutturalmente teso”, dove la domanda rallenta ma non abbastanza da compensare le perdite di produzione e i rischi geopolitici persistenti. Finché non verrà ripristinata la piena operatività delle rotte marittime nel Golfo e nel Mar Rosso, il petrolio resterà esposto a volatilità elevata e a un deficit di offerta che potrebbe estendersi fino all’autunno.
Fonti ufficiali:
- AIE – Oil Market Report, agosto 2026
- OPEC – Monthly Oil Market Report, agosto 2026
- EIA – Short-Term Energy Outlook, agosto 2026
- International Maritime Security Construct – aggiornamenti agosto 2026
- Comunicati dei Ministeri dell’Energia di Arabia Saudita, Iraq, Iran (agosto 2026).
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