FOCUS – Quando le temperature aumentano drasticamente e la siccità stringe la sua presa, le piante affrontano uno sforzo idrico estremo. Per sopravvivere, tirano l’acqua dalle radici verso le foglie attraverso i vasi dello xilema. Tuttavia, con il gran caldo, la pressione interna cresce fino a spezzare la colonna d’acqua. In questo momento si verifica la cavitazione: la formazione improvvisa di bolle d’aria e vapore all’interno della linfa. Questo strappo fisico libera energia sotto forma di piccoli shock acustici. Le piante, in sostanza, lanciano segnali di soccorso acustici impercettibili all’orecchio umano.
Come vengono registrati microsuoni e ultrasuoni
Sebbene il bosco possa sembrare silenzioso durante una calura estiva, in realtà è attraversato da continue emissioni sonore. I ricercatori utilizzano sensori piezoelettrici avanzati e microfoni ad altissima frequenza applicati direttamente al tronco per catturare questi fenomeni. I dispositivi registrano microsuoni e ultrasuoni compresi tra i 20 e i 100 kilohertz. Studi pubblicati su riviste scientifiche come il Journal of Experimental Botany ed elaborati da enti come la Royal Society confermano che ogni singolo “click” ultrasonico corrisponde alla formazione di una bolla d’aria.
Il futuro del monitoraggio delle foreste
Interpretare il linguaggio acustico degli alberi non è soltanto una curiosità scientifica, ma una risorsa cruciale per la salvaguardia dell’ambiente. Analizzando la frequenza e l’intensità di questi ultrasuoni, gli ecologi possono misurare con precisione il livello di stress idrico della vegetazione prima che compaiano danni visibili, come il disseccamento delle foglie. Questa tecnologia permette di pianificare interventi di irrigazione di emergenza e di monitorare lo stato di salute delle foreste in tempo reale di fronte ai cambiamenti climatici.
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