FOCUS – Durante i mesi estivi, le alte temperature ambientali interferiscono con i naturali meccanismi di termoregolazione del nostro organismo. Per prendere sonno, la temperatura corporea deve scendere di circa un grado; tuttavia, l’afa eccessiva ostacola questo processo, rendendo difficile l’addormentamento e causando frequenti risvegli notturni. Il risultato è una drastica riduzione delle ore complessive di riposo e una sensazione di stanchezza cronica durante il giorno. Per approfondire l’anatomia della fisiologia corporea e il funzionamento dei cicli biologici, è possibile consultare i dati della Fondazione Umberto Veronesi.
Sogni strani e fase REM
La qualità del sonno non è l’unica a risentire del caldo: anche la struttura dell’attività cerebrale notturna subisce forti variazioni. Le temperature elevate frammentano la fase REM, ovvero il momento della notte in cui si concentrano gli incubi e le attività oniriche più intense. Quando ci si sveglia improvvisamente a causa del calore al culmine di questa fase, la memoria del sogno rimane vivida e bizzarra. Le alterazioni della regolazione termica e i fattori ambientali correlati alla salute sono ampiamente documentati anche dalle guide dell’Istituto Superiore di Sanità.
Consigli utili per riposare meglio
Per contrastare gli effetti del caldo sul riposo, è fondamentale adottare alcune buone abitudini serali. Mantenere la camera da letto fresca e ventilata, preferire lenzuola in tessuti naturali e traspiranti come il lino o il cotone, ed evitare pasti pesanti o bevande alcoliche prima di coricarsi aiuta il corpo a rilassarsi. Anche limitare l’uso dei dispositivi elettronici prima di dormire contribuisce a stabilizzare i livelli di melatonina, garantendo una notte più serena.
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