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sabato 24 Gennaio 2026
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Qualità dell’ambiente: nella Svizzera italiana il 70% della popolazione la ritiene piuttosto buona

LA QUALITÀ DELL’AMBIENTE

TICINO – A quattro anni dalla precedente indagine Omnibus sul tema, dal profilo ambientale e politico-istituzionale, come si suol dire, ne è passata di acqua sotto i ponti. Secondo il Global Climate Highlights 2023 realizzato dal Copernicus Climate Change Service nel 2023 la temperatura media globale è stata di 1,48 °C più elevata di quella del periodo preindustriale 1850-1900, e le concentrazioni di CO2 sono state le più alte degli ultimi 2 milioni di anni. La crisi climatica necessita di risposte adeguate e urgenti, e i recenti conflitti bellici e le tensioni internazionali che in parte ne sono scaturite non aiutano di certo la cooperazione tra i governi per cercare delle soluzioni a livello globale e stanziare i fondi necessari. In questo contesto quanto meno “tribolato”, la nuova inchiesta dell’UST vuole sondare nuovamente come la popolazione svizzera valuti lo stato dell’ambiente attorno a sé e cosa sia disposta a effettuare in tal senso. Questo contributo mira ad analizzare quanto rilevato dall’indagine del 2023 e a confrontare tre regioni linguistiche del nostro paese, per indagare se vi siano o meno delle differenze tangibili. I risultati sembrano suggerire che i cittadini confederati, e in particolare quelli della Svizzera italiana, siano molto sensibili alle tematiche ambientali, senza però trascurare argomenti quali i costi della salute e la disoccupazione. Popolazione italofona che ritiene inoltre il tempo libero e la qualità dell’ambiente attorno al proprio domicilio dei fattori molto importanti per vivere bene.

LE INCHIESTE

Annualmente l’Ufficio federale di statistica svolge delle mini inchieste tematiche Omnibus su temi specifici e di attualità. Quella del 2023 porta sulla percezione della qualità dell’ambiente e sui comportamenti in materia ambientale della popolazione svizzera. Gli stessi temi erano stati sondati nelle indagini del 2011, 2015 e del 2019, e sono già stati oggetto di approfondimenti da parte dell’Ustat1. Rammentiamo che questo genere di inchieste si basa su risposte fornite da un campione della popolazione: i risultati sono quindi soggetti a un certo grado di imprecisione e sono da interpretare più come una tendenza che come un valore assoluto. Per facilitarne la lettura, i risultati presentati nei grafici non riportano gli intervalli di confidenza, atti per l’appunto ad indicare il grado di precisione del risultato.

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