di LIVIO SPADARO, Frame Asset Management.
LA SITUAZIONE ECONOMICA NEGLI STATI UNITI
Negli Stati Uniti l’inflazione generica di aprile è tornata sotto il 5%, l’ultima volta che la crescita dell’indice dei prezzi al consumo americano è stata inferiore al 5% è stato giugno 2021. Tuttavia la versione depurata dai prezzi dei beni più volatili è rimasta forte lasciando aperte le porte a nuovi incrementi dei tassi da parte della Federal Reserve. Il mercato del lavoro continua ad essere piuttosto resiliente ed anche che l’attività dei servizi resta forte negli Stati Uniti anche se le attenzioni negli States erano rivolte al raggiungimento di un accordo per il tetto del debito, puntualmente arrivato dopo intensi colloqui intercorsi tra il presidente Biden e lo speaker repubblicano della Camera McCarthy.
MERCATO FORTE
La proiezione dei non-farm payrolls di maggio ha confermato che il mercato del lavoro statunitense è ancora forte seguendo il pattern dei mesi precedenti. Tuttavia in quest’ultimo report è da registrare che il tasso di disoccupazione è salito al 3.7%, pari al livello più alto da sette mesi, segnando anche il maggiore incremento da aprile 2020 rispetto al dato dello scorso aprile che ha rappresentato il livello più basso da 53 anni. Il report Challenger sugli annunci di tagli di posizioni lavorative ha offerto anch’esso uno spunto interessante. Nel mese di maggio, su base annuale, il settore tecnologico ha annunciato i maggiori tagli nel corso di quest’anno totalizzando il maggior numero di tagli annunciati per il settore dal 2001. L’indice del manifatturiero americano ha confermato che il settore sta continuando una fase recessiva. A maggio si è registrata infatti la settima contrazione mensile consecutiva, il periodo più lungo dalla Grande Recessione, con un indice che è stato pari.
IL NON MANIFATTURIERO
La novità riguarda il non-manifatturiero di maggio che ha registrato un consistente indebolimento. In questo caso la contrazione si è registrata anche nell’indicatore dell’occupazione dei servizi nonchè dalla componente dei nuovi ordini. Una lettura interessante dell’andamento dell’economia americana l’ha data Chris Wiliamson, Capo economista di S&P Global. Secondo Wiliamson si sta assistendo a un andamento dell’economia a due velocità con il settore manifatturiero che si sta contraendo e quello dei Servizi che sta invece continuando a osservare un mini-boom post-pandemia. Segmenti come il turismo, viaggi e tempo libero sono infatti quelli che stanno beneficiando della spesa dei consumatori, registrando un vero e proprio switch di spesa dai beni a questi tipi di servizi. L’agenzia si attende una crescita annuale del PIL a stelle e strisce di poco superiore al 2% anche se la debolezza del settore manifatturiero, l’impatto dei tassi di interesse più alti e l’inflazione più elevata della media potrebbero far sì che la crescita economica subisca un arresto nella seconda parte dell’anno.


















