EUROPA – Il rinvio della firma sull’accordo Mercosur segna un primo punto a favore della mobilitazione che ha visto migliaia di trattori e circa ventimila agricoltori assediare Bruxelles. La protesta punta il dito contro un’intesa che ignora le profonde differenze negli standard produttivi: in Sud America si utilizzano ancora sostanze chimiche vietate in Europa, creando una concorrenza sleale che minaccia la nostra sovranitĆ alimentare. Oltre allo stop dei trattati commerciali, il settore chiede ora un cambio di passo deciso sul bilancio post 2028. Le politiche attuali della Commissione guidata da Ursula von der Leyen sono percepite come un attacco diretto ai produttori, mettendo a rischio la qualitĆ e la sicurezza del cibo che arriva sulle tavole dei cittadini europei.
Stop al Mercosur
La mobilitazione denuncia con forza il piano di tagliare le risorse della PAC (Politica Agricola Comune), che per l’Italia significherebbe una perdita netta di 9 miliardi di euro. Ć inaccettabile che si ipotizzi di ridurre i fondi destinati al cibo per finanziare il riarmo: l’agricoltura deve restare un veicolo di pace e una risorsa strategica, come accade nelle altre grandi potenze mondiali. Questo drastico definanziamento rischierebbe di provocare il tracollo delle aziende, favorendo l’importazione di prodotti meno controllati. Gli agricoltori chiedono un’Europa capace di proteggere le proprie eccellenze e di garantire un futuro sostenibile alle imprese locali, ribadendo che la produzione primaria ĆØ un pilastro fondamentale per la salute pubblica e l’autonomia economica del continente.












