ECONOMIA – Per accelerare la convergenza dei redditi e superare la debolezza economica attuale, l’Africa subsahariana deve cambiare rotta. I dati emersi dal report pubblicato dal Fondo Monetario Internazionale indicano che, ai tassi odierni, il reddito pro capite impiegherà mezzo secolo per raddoppiare. Un’accelerazione concreta è possibile puntando su governance, regolamentazione d’impresa e mercati aperti, misure in grado di incrementare la produzione del 20% in un decennio.
Il superamento del modello statale in Africa
Il vero obiettivo non è attuare riforme fine a se stesse, ma trasformare la struttura economica della regione. È fondamentale transitare da un modello guidato prevalentemente dallo Stato a uno trainato dagli investimenti privati, dalla produttività e dalla creazione di posti di lavoro. Come evidenziato nelle analisi della Banca Mondiale, la sostenibilità nel lungo periodo richiede il pieno coinvolgimento del settore privato per generare valore diffuso.
La necessità di un riavvio della crescita
Sebbene nazioni come Benin, Costa d’Avorio, Etiopia, Ruanda e Uganda mostrino buone performance, la crescita regionale resta troppo lenta. Negli ultimi tre anni il PIL reale pro capite è cresciuto solo dell’1,4% annuo, contro il 3,4% dei mercati emergenti. I vecchi boom delle materie prime e gli investimenti pubblici inefficienti si sono esauriti, lasciando la produttività del lavoro stagnante da trent’anni: serve un riavvio immediato.
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